Inchiostro di Puglia: pronta la ristampa

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Dopo l’esaurimento, in pochi mesi, della prima tiratura, è di nuovo disponibile, nelle librerie aderenti alla rete, l’antologia “Inchiostro di Puglia”, naturale prosecuzione dell’omonimo progetto e blog curato e ideato da Michele Galgano.
Trentacinque racconti diversi nel genere, nel respiro, nel passo, che partendo dalla Puglia come un trerrote carico di storie, offrono una lettura veloce, che passa dal noir al verismo, dalla docufiction al fantasy, firmata da una squadra di autori pugliesi scelti con cura nel panorama nazionale.
Gli autori del libro, curato da Michele Galgano, sono: Giuliana Altamura, Cosimo Argentina, Pino Aprile, Sabrina Barbante, Antonella Caprio, Cristina Cardone, Cristiano Carriero, Vittorio Catani, Gianluca Conte, Fernando Coratelli, Maurizio Cotrona, Nino G. D’Attis, Tommy Dibari, Omar Di Monopoli, Raffaello Ferrante, Pietro Frenta, Gabriella Genisi, Lucia Tilde Ingrosso, Nicola Lagioia, Elisabetta Liguori, Alessandra Macchitella, Carlo Mazza, Giuseppe Merico, Adelmo Monachese, Francesco Muzzopappa, Renato Nicassio, Raffaele Niro, Leonardo Palmisano, Giuliano Pavone, Nicky Persico, Osvaldo Piliego, Vincenzo Sardiello, Davide Simeone, Simona Toma, Alessio Viola e Cristina Zagaria.
Il blog letterario Inchiostro di Puglia nasce nella primavera del 2014 grazie a un’idea di Michele Galgano (un lettore, non uno scrittore), un emigrato dalla Puglia a Milano, che, proprio perché lontano da “casa”, sente l’urgenza di costruire una guida sentimentale della sua terra. Il blog inizia a raggiungere un numero insospettabile di lettori, sia forti sia acerbi. Il progetto cresce e, nella sua semplicità, diventa un punto di riferimento per le librerie e per tutte le realtà culturali più attive sul territorio. Inchiostro di Puglia mette in rete: autori-lettori-librai. E tutto parte da un’idea e da una manciata di racconti. Ma quelle di Inchiostro di Puglia non sono descrizioni, sono storie. Messe insieme formano un mosaico da mostrare ai pugliesi – quelli che sono rimasti nella propria terra e quelli che l’hanno lasciata – ma anche a tutti i viaggiatori che non si accontentano delle bellezze da guida turistica e che della Puglia vogliono scoprire anche l’anima più vera e profonda e a chi ha magari solo voglia di stendersi su un divano, una panchina o sedersi in poltrona ed evadere, lontano da casa. In un anno sul blog sono state pubblicate tre serie di racconti, attraversando tutta la regione senza un ordine preciso. Questo libro proporrà invece un percorso geografico strutturato, riprendendo gli stessi scritti – rielaborati e in alcuni casi ampliati – e arricchendo la raccolta con nuovi lavori inediti.
Per una precisa scelta a favore delle librerie e del territorio, “Inchiostro di Puglia” viene venduto, senza il tramite di distributori, solo nelle librerie aderenti al progetto (elenco aggiornato sul sito di Inchiostro di Puglia). La vendita online avverrà solo attraverso il sito dell’editore Caracò, a prezzo intero più le spese di spedizione.

Venerdì 20 novembre Venditori di fumo a Bari

Copertina Venditori di Fumo RIDVenerdì 20 novembre alle 18,30 Giuliano presenterà Venditori di fumo alla libreria Campus di Bari, in via Toma 76-78. Modererà l’ incontro Grazia Rongo giornalista di Telenorba. Interverranno Alessandro Cannavale, blogger de ‘Il Fatto Quotidiano’ e Patty L’Abbate, presidente del Circolo Mdf di Bari.
Con il patrocinio del Circolo Movimento Decrescita Felice di Bari e del network #inchiostrodipuglia

Giovedì 19 novembre “Immobili ombre” a Lecce

IMG_9075ritGiovedì 19 novembre Giuliano sarà a Lecce per presentare il romanzo “Immobili ombre” di Rosaria Rizzo. Con lui, l’autrice e Valentina Murrieri.
Appuntamento alle 18,30 alla Ammirato Culture House in via di Pettorano 3 a Lecce.
Ispirato a una storia vera, “Immobili ombre” è un romanzo per voci sole, che finisce per sciogliersi in una storia corale. Sullo sfondo un paese in ombra, sospeso tra il vuoto e l’oblio: fuori nulla è mutato, è dentro che tutto accade.

Favonio, la poesia diventa musica

Quotidiano 2L’articolo, apparso sul Quotidiano di Puglia del 3 novembre, dedicato all’ultimo album dei Favonio.

Da Sanremo (sponda Tenco) a Foggia, passando per i versi di una poetessa e le voci di nove regine della musica italiana. “Parole in primo piano”, terzo album dei foggiani Favonio, ha una genesi tutta particolare. Partiamo da Alba Avesini, importante operatrice del Club Tenco e professionista dell’editoria (è stata fra l’altro la traduttrice italiana degli albi di Asterix), scomparsa dodici anni fa. Era anche poetessa, ma in incognito, finché, due anni fa, il marito Enrico de Angelis e l’amica Francesca Rizzotti, non hanno deciso di pubblicare i suoi scritti nel libro “Poesie e filastrocche” (edizioni Scripta).
E i Favonio? E’ lo stesso de Angelis, direttore artistico del Club Tenco (il Premio Tenco 2015 si è concluso lo scorso 24 ottobre) a spiegare, nel libretto di “Parole in primo piano”, come sono andate le cose: “Seguivamo questo gruppo musicale foggiano semplicemente perché sono bravi, e infatti li abbiamo anche invitati al Club Tenco. Ma c’era in loro un quid in più di umano, di amichevole, di generosamente affabile, di deliziosamente squinternato”. Segue il racconto di una villeggiatura nel Gargano e del successivo dono da parte di de Angelis di una copia del libro di Alba a un membro del gruppo.
I Favonio non conoscevano le poesie della Avesini, ma ne restano folgorati e decidono di metterne in musica e inciderne alcune. Dalle parole della Avesini traspare però una sensibilità tutta femminile, che la voce baritonale di Paolo Marrone, il frontman dei Favonio, non può rendere da sola. E così si forma una squadra di voci femminili, una per canzone, sublime contraltare per il timbro cavernoso di Marrone. Ed è una squadra d’eccezione: Alice, Rossana Casale, Patrizia Laquidara, Petra Magoni, Margot, Giovanna Marini, Momo, Erica Mou e Paola Turci.
Ne viene fuori un disco insolito, con tracce molto diverse l’una dall’altra, sia per gli accenti delle liriche (di volta in volta dolci, malinconiche, sensuali, giocose) sia per i sapori delle musiche (che spaziano dal funk al jazz alla bossanova). Chiude il disco “La canzone dei vecchi amanti” di Jacques Brel, in una traduzione inedita di Paolo Marrone e Mimmo Petruzzelli (i due membri fondatori del gruppo, che conta altri sei musicisti): in ogni loro album i Favonio inseriscono una cover, e questa è una delle canzoni che Alba Avesini scelse di far suonare durante il suo matrimonio.
La copertina dell’album è una foto di Renzo Chiesa, uno dei più affermati fotografi musicali italiani, che ritrae la veduta verso l’alto di un cortile tunisino. Di Chiesa sono anche le foto dei testi originali scritti dalla Avesini, presenti nel libretto. Da questi scatti si può notare l’abitudine che Alba aveva di “attribuire” i suoi scritti a famosi musicisti (Paoli, Tenco, Lauzi, lo stesso Brel…): un gioco in cui si sommavano l’attitudine schiva con cui si accostava alla poesia e – chissà – anche l’auspicio o il presagio che quelle parole un giorno si sarebbero trasformate in canzoni.

La recensione di “Woody” di Federico Baccomo

woodyEcco la recensione del romanzo breve “Woody” di Federico Baccomo, apparsa sul Quotidiano di Puglia.

Dopo i corrosivi romanzi “Studio illegale”, “La gente che sta bene” e “Peep Show” (tutti e tre pubblicati da Marsilio, dai primi due sono stati tratti film), Federico Baccomo cambia genere e in “Woody” (Giunti, 91 pagine) racconta con levità la storia di un cane finito nella gabbia di un canile, e delle circostanze che l’hanno portato lì. L’io narrante è il cane stesso, Woody, e il gioco è quindi quello di far parlare chi non ha voce, svelando un punto di vista candido e “altro” sulla realtà.
In questi casi, all’autore si pone subito il problema del linguaggio da adottare. Come fare esprimere pensieri complessi a una mente semplice? Come creare uno stile che sia sì originale ma che al contempo alla lunga non stanchi? Baccomo risolve il dilemma adottando una lingua piana, condita da piccole imprecisioni, avara di articoli e preposizioni come quella di certi immigrati dell’Est, e in cui Woody parla di se stesso alla terza persona (perché sono gli altri a dargli coscienza di sé, ed è dagli altri che prende anche in prestito le parole). Ma il colpo di genio sta nell’uso che l’autore fa dei due punti. Un uso smodato, creativo, volutamente improprio. Due punti frequentissimi, che ricorrono anche più volte nella stessa frase: “Ecco, Padrona: raccoglie bisogni di Woody e mette tutti dentro sacchettino! Woody: giura! Difficile credere ma: verissimo! Padrona: mette bisogni di Woody dentro sacchettino come se sono oggetti preziosi tipo: osso, e poi custodisce sacchettini in tante scatole chiamate: Appositi Cestini. Bisogni di Padrona invece: sempre in stessa scatola chiamata: Water. Cose stranissime.”
L’espediente funziona come scorciatoia sintattica, ma serve anche a colorare l’eloquio del cane di un precipuo stupore da scoperta, una tenerezza da scolaretto che espone la lezione appena imparata. Infine, i due punti fungono da intercalare, danno una metrica precisa alla lettura. Sono piccole pause, hesitation simili a quelle degli annunci automatici nelle stazioni ferroviarie, suggerendo lo stesso sforzo compilativo nella messa in fila e nell’esposizione dei pensieri.
Ma al di là del linguaggio, la felicità del risultato deriva anche dal modo – che sotto l’apparente semplicità cela uno sforzo notevole – in cui Baccomo si è calato nella testa del suo Woody cercando di guardare il mondo con i suoi occhi. E così che la museruola diventa “bicchiere con buchi”, il tacco 16 della padrona è “bastoncino tipo osso attaccato sotto il tallone” e uno dei più grandi misteri della vita è chi cambi il mondo in pochi secondi oltre le porte chiuse di un ascensore.
Conoscevamo Baccomo come brillante fustigatore delle vanità, delle avidità e delle aridità contemporanee. I suoi precedenti lavori battevano forte i tasti del sarcasmo e del grottesco, proponendo quasi sempre un io narrante “negativo”, sebbene anche un po’ vittima. In “Woody” Federico ci sorprende vestendo i panni del buono e affiancando alla consueta lucidità e all’immutato humour anche una forte e inedita dose di empatia, di sentimento. Uno scarto che va a tutto vantaggio della cifra letteraria del suo lavoro, rendendo Baccomo più scrittore e meno semplice autore.
“Woody” è una storia breve e all’apparenza semplice che riesce a racchiudere una grande ricchezza di contenuti. Per questo il riferimento a “Il Piccolo Principe” in quarta di copertina non appare fuori luogo. Con il suo quarto romanzo Federico Baccomo ha compiuto un’operazione coraggiosa, innanzitutto perché è uscito dal sentiero dei generi più battuti e poi perché scrivere una storia di buoni sentimenti senza cadere nello stucchevole è molto più difficile che fare ridere dicendo cattiverie sui cattivi. E’ un tentativo perfettamente riuscito che merita di essere premiato.

Venditori di fumo il 6 novembre a Milano e il 20 novembre a Bari

Copertina Venditori di Fumo RIDContinuano le presentazioni di Venditori di fumo (siamo quasi a quota 50). Ecco i prossimi appuntamenti:

Venerdì 6 novembre, ore 20, Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa, in viale Monza 255 (M1 Precotto) a Milano.

Venerdì 20 novembre, ore 18,30, Libreria Campus, in via G. Toma 76 a Bari. Modera l’incontro Grazia Rongo di Telenorba. Interverranno Patty L’Abbate, presidente del Movimento Decrescita Felice di Bari e Alessandro Cannavale, Blogger de Il Fatto Quotidiano.

Domenica 25 ottobre Giuliano a Bookcity Milano

IMG_9075ritNella giornata di domenica 25 ottobre Giuliano sarà impegnato in due diversi eventi nell’ambito del festival Bookcity a Milano.

Alle 13, presso la Sala Buozzi della Camera del Lavoro (Corso di Porta Vittoria, 43) prenderà parte a “Le inchieste di Gemma Ranieri. Una storia di amianto”, conversando del romanzo “Una spiaggia troppo bianca” con l’autrice Stefania Divertito.

Intorno alle 19, presso 10 Corso Como (in Corso Como, 10!), parteciperà a “Milano per Dante. 100 voci per 100 canti“, lettura integrale della Divina Commedia da parte di 100 scrittori, artisti e intellettuali, a cura di Alberto Cristofori. Giuliano leggerà il Canto XXXII del Purgatorio.

Taranto al cinema, “fascino neomelodico”. L’intervista a Giuseppe Marco Albano

Quotidiano 2Ecco l’intervista a Giuseppe Marco Albano, regista del cortometraggio “Thriller”, apparsa sul Quotidiano di Puglia con il titolo “Taranto al cinema, ‘Fascino neomelodico’”.

Il suo cortometraggio “Thriller” – storia di un ragazzino che insegue il suo sogno di celebrità sullo sfondo dei giorni caldi della vertenza Ilva – si è aggiudicato ben sessanta premi, fra cui il David di Donatello. Giuseppe Marco Albano, trentenne di Bernalda (Matera) attivo alla regia dal 2008 (nel 2010 ha vinto il Nastro d’Argento con il cortometraggio “Stand by me”) ci parla della sua carriera, di Taranto e del cinema.

Ti aspettavi un simile successo per “Thriller”? E a cosa lo attribuisci?

«Ovviamente non mi aspettavo di vincere il David di Donatello, ma devo dire che pur essendo “Thriller” figlio di un’intuizione spontanea, che metteva insieme due mie grandi passioni, ho costruito il corto cercando di includere alcuni aspetti che immaginavo sarebbero stati apprezzati dalle giurie. Mi riferisco in particolare al taglio da commedia dai toni sociali forti – ovvero ciò che ha fatto grande il cinema italiano – e il tema dell’Ilva di Taranto, di cui in quel periodo si parlava moltissimo».

Due passioni, quindi, per Michael Jackson e per Taranto. Da dove nasce quella per la città jonica?

«Per noi a Bernalda, Taranto è sempre stata la città di riferimento, molto più che Matera o Bari. E’ lì che, fin da quando ero piccolo, la mia famiglia si recava per fare gli acquisti importanti. E’ lì che ho visto il primo ipermercato della mia vita. Poi c’è il mare. Mio padre era di Brindisi, altra città costiera pugliese. Bernalda è il primo comune lucano dopo il confine con la Puglia e con la provincia di Taranto. Ricordo che quando vidi “Io speriamo che me la cavo” della Wertmuller e scoprii che la Napoli della finzione cinematografica era in realtà Taranto vecchia, fu per me un momento magico, perché capii che si poteva fare cinema anche in luoghi a me familiari. Taranto colpisce i registi e gli scrittori, credo anche per quello che io chiamo “fascino neomelodico”, cioè quella complessa struttura popolare, con aspetti anche delinquenziali, che accomuna le grandi città del Sud».

E’ stato difficile, quando hai girato “Thriller”, trovare accoglienza in questo tipo di contesto?

«Sì, soprattutto all’inizio. Taranto in quel periodo era assediata da troupe e telecamere, e fra i tarantini serpeggiava un sentimento di insofferenza verso un modo di raccontare la città spesso ispirato al sensazionalismo e alla negatività. Di fronte a queste obiezioni, io cercavo di ribattere che il mio film avrebbe avuto un taglio diverso ma, visto che il corto lo stavo ancora girando, non avevo prove per dimostrarlo! E del resto, anche una volta finito il lavoro, non sapevo come sarebbe stato accolto dai tarantini. Ma per fortuna i giudizi sono stati in massima parte positivi».

A cosa stai lavorando ora?

«Sto scrivendo un lungometraggio, una commedia interamente ambientata a Napoli che si chiamerà “Vedi Napoli e poi muori”. Sarà incentrata sugli anziani e, come “Thriller”, cercherà di toccare tematiche serie col tocco leggero della commedia. Spero di riuscire a girarlo fra la primavera e l’estate del 2016».

Da addetto ai lavori, come giudichi il momento che sta attraversando il Cinema in Puglia e Basilicata?

«La Puglia negli ultimi anni ha fatto cose straordinarie, e la piccola Basilicata sta cercando di seguirne le tracce. Si dice che non sia tutto oro ciò che luccica, ma nella fattispecie dietro la facciata c’è anche la sostanza».

Qual è lo stato di salute del sistema Cinema italiano?

«Si intravede qualcosa di positivo: stiamo assistendo a un passaggio generazionale sia a livello istituzionale che artistico, che dovrebbe portare a uno svecchiamento. Certo, fra le cose negative, vanno registrate l’esterofilia dei nostri premi cinematografici e la tendenza a confondere il cinema con gli altri media, come la tv e il web. Quando si cerca di scovare il nuovo regista di successo fra youtuber o autori di video virali, magari bravi, ma privi di una cultura cinematografica anche minima, secondo me si perde in partenza».

Le presentazioni di Inchiostro di Puglia

885894_773782069387666_5353483075442627710_oUn fitto calendario di presentazioni estive attende Inchiostro di Puglia, il libro-antologia nato dal blog di Michele Galgano, che si sta rivelando un vero caso editoriale. Giuliano per il momento parteciperà alle seguenti serate (seguiranno aggiornamenti e maggiori dettagli):

31 luglio: Castellaneta (TA), ore 19,30, chiesa di Santa Chiara, via Vittorio Emanuele, con Antonella Caprio, Alessandra Macchitella, Pietro Frenta. Moderano Rossella Tarquinio e Francesco Di Dio

2 agosto: Taranto, ore 21, Piazza Delli Ponti (città vecchia), L’Isola che vogliamo

6 agosto: Francavilla Fontana (BR), ore 19,30, Atrio Castello Imperiali, con Alessandra Macchitella, Nicky Persico, Vincenzo Sardiello

9 agosto: Manduria (TA), con Omar Dimonopoli

“101 perché sulla storia di Milano” in edizione economica

copertina 101 percheDal 3 settembre 2015 è in libreria al prezzo di 5,90 euro l’edizione economica di “101 perché sulla storia di Milano che non puoi non sapere” (Newton Compton), il fortunato libro scritto da Giuliano insieme a Marco Dell’Acqua, pubblicato originariamente nel 2011.

Inchiostro di Puglia: il libro

885894_773782069387666_5353483075442627710_oEsce il 15 giugno per l’editore Caracò l’antologia “Inchiostro di Puglia”, naturale prosecuzione dell’omonimo progetto e blog curato e ideato da Michele Galgano.
Trentacinque racconti diversi nel genere, nel respiro, nel passo, che partendo dalla Puglia come un trerrote carico di storie, offrono una lettura veloce, che passa dal noir al verismo, dalla docufiction al fantasy, firmata da una squadra di autori pugliesi scelti con cura nel panorama nazionale.
Gli autori del libro, curato da Michele Galgano, sono: Giuliana Altamura, Cosimo Argentina, Pino Aprile, Sabrina Barbante, Antonella Caprio, Cristina Cardone, Cristiano Carriero, Vittorio Catani, Gianluca Conte, Fernando Coratelli, Maurizio Cotrona, Nino G. D’Attis, Tommy Dibari, Omar Di Monopoli, Raffaello Ferrante, Pietro Frenta, Gabriella Genisi, Lucia Tilde Ingrosso, Nicola Lagioia, Elisabetta Liguori, Alessandra Macchitella, Carlo Mazza, Giuseppe Merico, Adelmo Monachese, Francesco Muzzopappa, Renato Nicassio, Raffaele Niro, Leonardo Palmisano, Giuliano Pavone, Nicky Persico, Osvaldo Piliego, Vincenzo Sardiello, Davide Simeone, Simona Toma, Alessio Viola e Cristina Zagaria.
Il blog letterario Inchiostro di Puglia nasce nella primavera del 2014 grazie a un’idea di Michele Galgano (un lettore, non uno scrittore), un emigrato dalla Puglia a Milano, che, proprio perché lontano da “casa”, sente l’urgenza di costruire una guida sentimentale della sua terra. Il blog inizia a raggiungere un numero insospettabile di lettori, sia forti sia acerbi. Il progetto cresce e, nella sua semplicità, diventa un punto di riferimento per le librerie e per tutte le realtà culturali più attive sul territorio. Inchiostro di Puglia mette in rete: autori-lettori-librai. E tutto parte da un’idea e da una manciata di racconti. Ma quelle di Inchiostro di Puglia non sono descrizioni, sono storie. Messe insieme formano un mosaico da mostrare ai pugliesi – quelli che sono rimasti nella propria terra e quelli che l’hanno lasciata – ma anche a tutti i viaggiatori che non si accontentano delle bellezze da guida turistica e che della Puglia vogliono scoprire anche l’anima più vera e profonda e a chi ha magari solo voglia di stendersi su un divano, una panchina o sedersi in poltrona ed evadere, lontano da casa. In un anno sul blog sono state pubblicate tre serie di racconti, attraversando tutta la regione senza un ordine preciso. Questo libro proporrà invece un percorso geografico strutturato, riprendendo gli stessi scritti – rielaborati e in alcuni casi ampliati – e arricchendo la raccolta con nuovi lavori inediti.
Per una precisa scelta a favore delle librerie e del territorio, “Inchiostro di Puglia” viene venduto, senza il tramite di distributori, solo nelle librerie aderenti al progetto (elenco aggiornato sul sito di Inchiostro di Puglia). La vendita online avverrà solo attraverso il sito dell’editore Caracò, a prezzo intero più le spese di spedizione.

Lunedì 6 luglio Giuliano a “Taranto volta pagina”

_web_images_tarantoBIGLunedì 6 luglio Giuliano prenderà parte a “Taranto volta pagina”, incontro a più voci con gli scrittori organizzato dall’Ordine degli Architetti di Taranto in occasione della Festa dell’Architetto. Con Giuliano ci saranno Giuse Alemanno, Fulvio Colucci, Giancarlo Liviano D’Arcangelo, Angelo Di Leo, Daniele Di Maglie, Gianluca Marinelli, Roberto Perrone e Michele Tursi, moderati da Giuseppe Mazzarino. L’appuntamento è alle 21,30 a Palazzo Ulmo, in via Duomo 53-55 a Taranto.

Venditori di fumo: la rassegna stampa aggiornata al 30 giugno

Copertina Venditori di Fumo RIDRassegna stampa aggiornata di Venditori di Fumo

L’intervista sul sito del Premio Marcellino De Baggis (30 maggio)
La recensione su “Epidemiologia e prevenzione” (marzo-aprile)
L’articolo di Giuliano su Globalist.it (22 maggio)
L’intervento a “Tutta la città ne parla” (Radio3), dal minuto 23,42 (19 maggio)
L’intervista di Michele Ungolo su Noiroma
L’articolo di Silvano Rubino sul Primo Maggio a Taranto, pubblicato su Il Fatto Quotidiano (27 aprile)
La recensione di Gabriele Ottaviani su Mangialibri
L’intervista di Azzurra Scattarella su vorrei.org (19 marzo)
L’intervista a Radio Machete (28 febbraio)
La recensione su Contropiano.org (26 febbraio)
La recensione su Lettera43 (21 febbraio)
La recensione su Charta Sporca (13 febbraio)
L’intervista a Radio Capodistria (11 febbraio)
Il resoconto su Febbrea90 (28 gennaio)
La recensione su A-Rivista Anarchica (28 gennaio)
L’articolo sulla Gazzetta di Lucca (24 gennaio)
L’intervista su Radio Alma (20 gennaio)
L’articolo-intervista su Extramagazine (16 gennaio)
L’articolo sull’Huffington Post (14 gennaio)
L’intervista al magazine Tipi Tosti (12 gennaio)
La videointervista del Corriere di Taranto (8 gennaio)
La recensione su Taranto Oggi (24 dicembre)
L’intervista su Inchiostro Verde (18 dicembre)
Il post su Ilfattoquotidiano.it (blog di Silvano Rubino) (16 dicembre)
La recensione su Repubblica Firenze (14 dicembre)
La recensione su Extra Magazine (28 novembre)
L’intervento a Il caffè di Raiuno (28 novembre)
La recensione su Alchimie (27 novembre)
La conversazione a Fahrenheit, Radio3 (26 novembre)
L’intervista-recensione su Metro online (22 novembre)
L’articolo su Metro (21 novembre)
Il resoconto sul Corriere del Mezzogiorno 1 2 3 (20 novembre)
L’intervista su Affaritaliani (17 novembre)
La segnalazione su La Gazzetta del Mezzogiorno (17 novembre)
La recensione su Lecceprima (15 novembre)
L’estratto sul Quotidiano di Puglia (4 novembre)