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Caffè & Pelé n. 6

Pallone vintageNel nuovo numero della rubrica calcistica di Giuliano (clicca qui), tra l’altro il cappotto di Mourinho ad Arsene Wenger, i dolori di Mazzarri beffato al 90′ e i paradossi del Napoli di Benitez, che vince quando gioca male e perde quando gioca bene.

Scrivere bene per lavoro, business e crescita personale: a maggio a Milano la prima edizione del corso

promozione_wordpress2Si terrà a Milano dal 13 al 29 maggio la prima edizione del corso “Scrivere bene per lavoro, business e crescita personale. Dal tweet al comunicato stampa, dal curriculum alla brochure: come raggiungere i propri obiettivi con la scrittura“, tenuto da Lucia Tilde Ingrosso e da Giuliano. Il corso si terrà nell’ambito di “Bottega di narrazione”, un’iniziativa dell’editore Laurana, e si articolerà in tre moduli frequentabili indipendentemente: “Comunicare al lavoro”, “Self marketing” e “Stendere testi complessi”. Maggiori informazioni sul sito di “Bottega di narrazione”.

Caffè & Pelé n. 4

Pallone vintageClicca qui per leggere il nuovo numero di Caffè & Pelé. Questa settimana Giuliano ha parlato della conclamata inferiorità dell’Italia rispetto alle nazionali più forti del momento, del portiere emergente Simone Scuffet, della contestazione anti-Lotito e del calo degli spettatori negli stadi italiani, della carriera di Antonio Di Natale e del rapporto del regista Paolo Sorrentino con il calcio.

Sprusciàno rivive nel romanzo di Tommaso Pellizzari

Copertina13ridSprusciàno, l’immaginario paese della bassa Puglia in cui Giuliano ha ambientato il suo ultimo romanzo “13 sotto il lenzuolo”, viene nominato – in una sorta di scherzosa citazione – nel recente romanzo di Tommaso Pellizzari, dal titolo “Movimento per la disperazione“, edito da Baldini e Castoldi.
L’opera di Pellizzari narra di un giornalista che investe i milioni vinti al Superenalotto nella fondazione del Movimento per la disperazione, un partito anticonvenzionale il cui scopo ultimo è l’estinzione del genere umano. Il romanzo è concepito come una sequenza di reperti (stralci di conversazioni in chat, intercettazioni telefoniche, articoli di giornale…). In uno di questi, la registrazione di un notiziario radiofonico, Sprusciàno viene citata come un paese non distante da Taranto in cui una partita di calcio dilettantistico è stata interrotta in seguito alle intemperanze dei tifosi.

L’incipit di “13 sotto il lenzuolo” apre il nuovo blog “Inchiostro di Puglia”

Copertina13ridL’incipit di “13 sotto il lenzuolo” è stato scelto come brano di apertura di “Inchiostro di Puglia“, nuovo blog letterario nato da un’idea di Michele Galgano per “far conoscere la Puglia attraverso i racconti a chi ancora non la conosce e offrire nuovi punti di vista a chi crede di conoscerla bene”.
L’incipit di “13 sotto il lenzuolo” costituisce un’eccezione, perché il blog raccoglierà solo racconti inediti. Si tratterà di brevi brani dedicati alla Puglia, scritti da autori pugliesi.

Il minimal incipit di L’eroe dei due mari in vendita in edizione limitata!

MinimalGiulianoIlvia (1)Saranno disponibili a Taranto a partire dal 19 dicembre poche copie del minimal incipit di L’eroe dei due mari. I minimal incipit, ideati dall’artista milanese c(h)erotto, sono dei fogli di cartone pressato in formato A4 che riportano gli incipit dei romanzi accompagnati da composizioni grafiche in stile minimale. Chi fosse interessato all’acquisto del minimal incipit di L’eroe dei due mari (prezzo: 15 euro) può contattare Giuliano all’indirizzo info@giulianopavone.it.

Lettera aperta a Giuliano Pavone

E’ la prima volta che mi ritrovo a scrivere una e-mail ad un autore di un libro, la rete dà quest’illusione di esser più vicina a tutti invece, la lettura di un romanzo, ti fa pensare di conoscere il suo autore. Con questa premessa mi è venuta la stramba idea di scriverle -rigorosamente di getto- una e-mail signor Pavone.
Mi presento, sono Beniamino Santoro ho ventidue anni e sono di Salerno. Sono iscritto alla facoltà di Scienze Politiche e, con i dovuti scongiuri, entro quest’anno dovrei laurearmi. Il mio grande sogno però è vivere grazie alla scrittura (lo so, un altro morto di fame all’orizzonte penserà) ed è per questo che già da due anni lavoro come giornalista per una testata regionale dove, con sangue e sudore, ho maturato i requisiti previsti per l’iscrizione nell’albo dei giornalisti pubblicisti.
Non mi reputavo il tipo da “13 sotto il Lenzuolo”, ho sempre letto roba tipo “I Segreti del Vaticano” di Augias, “La giustizia dei Vinti” di Michele Vietti, “50 Grandi Idee di Economia” di Conway; un genere saggistico, d’informazione considerato dai più deprimente.
Il compleanno di mio padre era alle porte, cosa regalare ad un ex commissario in pensione? Abbiamo acquistato da poco una villetta con giardino, il sogno di una vita (quella di mio padre) che si realizza. Vederlo ritirato a vita privata, a mo’ di cincinnato, però non mi piaceva un granché, anzi non la digerivo affatto. «Un libro è quello che ci vuole!». La lampadina del mio cervelletto (fulminata da un po’) ricominciò a brillare di luce propria. Armato di buona volontà comincio a vagabondare sulla rete e, leggendo un paio di becere recensioni, capisco che “13 sotto il Lenzuolo” è quello che serve al mio Babbo. Una lettura leggera, che parla dei suoi anni e che gli faccia capire che il cincinnato lo potrà fare quando avrà 70 e non 50 anni. L’espressione di Papà all’apertura del regalo mi ha fatto ben sperare, ho pensato «sono un genio, ho capito cosa voleva e forse mi rifila pure una 50 euro per essermi immedesimato nei suoi gusti letterari». Da lì a poco capii che il mio Papà di gusti letterari non ne aveva proprio, lui è un self-made-man e questo genere di cose non lo attrae, con le dovute distanze mi ha ricordato la Morena Dani: “Mia moglie è tanto una brava donna, ma non è quel tipo di persona a cui viene voglia di leggere un libro. Neanche se l’ha scritto suo marito. Neanche se parla di lei”. La 50 euro, comunque, non tardò ad arrivare.
“Il carattere dell’uomo è il suo demone”, diceva il vecchio Eraclito. Ero partito con l’idea sbagliata di “cambiare” un uomo che in realtà era già perfetto così, semplice anche quando la vita lo aveva fatto diventare importante. Vedere quel libro in un angolo mi fece specie, senza pensarci su due volte lo portai frettolosamente dal comodino della stanza dei Miei sulla mia scrivania. Sarà stata la noia mortale della macroeconomia e della bilancia dei pagamenti, sarà che quando sono sotto esame spesso fisso il vuoto per ore, ore interminabili. Capito che l’impasse non era al momento superabile prendo con forza il libro e comincio a sfogliarlo. Due giorni, poof! Il libro è terminato. Come è stato mai possibile? Mi sono emozionato e rivisto in quei luoghi e in quelle scene.
La descrizione perfetta e suggestiva di ogni avvenimento aveva creato in me un tourbillon di sentimenti diversi e mi aveva fatto tornare la voglia di scrivere, sì proprio quella che da tempo non c’era. Se n’era andata per via del precariato giornalistico che uccide, a causa di quei quattro spiccioli e di quella poca considerazione nonostante il “culo a tarallo”, perdonate l’icastico francesismo.
Le mando questa mail per capire come si fa a diventare dei veri giornalisti, degli autori di Serie A e non del quartierino, le mando questa mail perché in un periodo di congiuntura come il medesimo tutto sembra più difficile e l’opinione di “uno che ce l’ha fatta” sarebbe una piccola chiave di volta.
Ora la smetto. Se mai leggerà questa mail sappia che ha un nuovo lettore.
Con stima, un praticante giornalista.

Caro Beniamino,
ti ringrazio per la tua email, che mi ha fatto capire almeno due cose. La prima: tuo padre è un mito. La seconda: hai un certo talento nello scrivere. Ma il talento – e qui inizio a risponderti – non basta: è condizione necessaria ma non sufficiente. “10% inspiration, 90% transpiration”, diceva un famoso golfista di cui non ricordo il nome e del quale non vorrei mai annusare le ascelle. Insomma, ispirazione ma anche “culo a tarallo” (anch’io adoro i francesismi), oppure “talento & tigna”, come dice la mia amica Mafe De Baggis in un post che ho letto proprio il giorno in cui ho ricevuto il tuo messaggio e che ti invito a leggere insieme a quest’altro (e con questo ti ho svelato un segreto da giornalista: ottimizza tempi e risorse, sfrutta l’esistente!).
I post di Mafe, fra le altre cose, suggeriscono una strada che comunque tu, da nativo digitale (e “nativo precario”…) non farai fatica a comprendere (al contrario di quelli della mia età che l’hanno dovuta imparare, o devono ancora farlo): quella dell’iniziativa autonoma, dell’autopubblicazione, dell’autopromozione. Che non è a mio parere sempre la soluzione ideale, ma che è una delle soluzioni possibili. E che aiuta a relativizzare – e considerare per quello che sono – le strade tradizionali. (Se poi tutto questo non basterà a darti un reddito sufficiente, potrai sempre continuare a regalare i miei libri a tuo padre: spendere 16 euro per averne in cambio 50 mi sembra un ottimo investimento…).
E’ sempre difficile trovare il giusto equilibrio fra umiltà e umiliazione, fra ambizione e presunzione, ma credo che cercarlo sia uno degli aspetti più importanti del nostro lavoro. Cavandomela con uno slogan, posso dirti che secondo me l’atteggiamento giusto è puntare sempre al massimo ma saper apprezzare anche il minimo. Scrivere è così bello che lo fanno in tanti, di conseguenza bisogna essere molto esigenti con se stessi per riuscire ad emergere (puntare al massimo) e al contempo bisogna essere consapevoli che nessuno sta aspettando proprio il nostro articolo/racconto/romanzo (saper apprezzare anche il minimo). Dobbiamo ricordarci che il mondo va avanti tranquillamente anche senza la nostra meravigliosa scrittura, e che quindi se non riscuotiamo il successo che crediamo di meritare, il problema è solo nostro. E ogni affermazione o riconoscimento, per quanto piccolo (una copia venduta, una persona che viene a una tua presentazione, una recensione solo parzialmente positiva) è una benedizione di cui essere riconoscenti e orgogliosi. Ma senza per questo accontentarsi.
E a proposito del nostro lavoro, ci sarebbe da stabilire cosa significa essere dei “veri giornalisti”, degli “autori di Serie A”, o essere “uno che ce l’ha fatta”. Perché se per “vivere di scrittura” intendi scrivere un romanzo ogni tanto, seguendo la tua ispirazione, e campare di quello, be’ Beniamino, temo che abbia mandato la tua email alla persona sbagliata. Ma credo anche che sarebbero poche in Italia le persone titolate a risponderti. Se invece intendi scrivere (articoli e libri) parecchio, non sempre di quello che ti piace, per una gamma di compensi che oscilla abbastanza casualmente fra “molto poco” e “un bel po’”, allora qualche titolo l’ho anch’io. E l’unica cosa che mi sento di dirti è che, in una sorta di processo di selezione naturale, sarai tu stesso a capire di essere un vero giornalista o autore se vedrai che nessuna delusione o porta in faccia ti toglierà la voglia di scrivere.
Con simpatia,

Giuliano

Taranto: le ultime copie dell’Eroe a fumetti

Un nuovo quantitativo di copie della versione a fumetti de L’eroe dei due mari è da qualche giorno disponibile in alcune librerie di Taranto e provincia. La prima tiratura si avvia ormai verso l’esaurimento, e prossimamente di provvederà a una ristampa.
Ecco l’elenco delle librerie riapprovvigionate con nuove copie:

Libreria Agorà, via Piave 38, Lizzano
Libreria Filippi, via Nitti 8, Taranto
Libreria Gilgamesh, via Oberdan 45, Taranto
Libreria Mondadori, via De Cesare 35, Taranto

La protesta a “casa” dei Riva

Clicca qui per leggere l’articolo d’apertura apparso sulla prima pagina del Quotidiano di Puglia del 26 gennaio, dedicato al presidio di protesta davanti alle sedi milanesi di Ilva e Riva Group.

Giuliano risponde a Mucchetti sul Corriere della Sera

Giuliano ha inviato un’email a Massimo Mucchetti, in risposta all’articolo scritto da quest’ultimo sul Corriere della Sera del 26 agosto (per visualizzarlo, cliccare sull’immagine oppure andare a pagina 1 di questo documento.
Qui sotto, il testo della risposta di Giuliano.

Gentile Mucchetti,

ho letto con interesse il suo articolo “L’Ilva e la lezione di Mani Pulite” apparso sul Corriere della Sera di oggi. Come giornalista e come tarantino vorrei fare alcune puntualizzazioni e rispondere ad alcune domande che lei pone.
A proposito dell’inquinamento a Taranto e a Milano (le due città in cui vivo), deve sapere che (forse) le due città sono paragonabili quanto a inquinamento da polveri, ma che a Taranto esiste un inquinamento da diossina, benzo(a)pirene, PCB e molte altre sostanze, che è almeno altrettanto pericoloso e ben più infido, poiché in molti casi è in grado di fissarsi nel dna e quindi di incidere per via ereditaria. In altre parole, se (forse) una persona di età avanzata, a Milano e a Taranto, ha lo stesso rischio di ammalarsi di tumore ai polmoni, d’altra parte un neonato tarantino corre molti più rischi di beccarsi una leucemia fulminante. Come può capire, sono argomenti molto delicati e dolorosi, quindi sarebbe opportuno parlarne con cognizione di causa.
Quanto ai quartieri vicino alla fabbrica, deve sapere che sono più vecchi della fabbrica di diversi decenni. Fu quindi la fabbrica a sorgere accanto ai quartieri, e non viceversa. Probabilmente questa errata convinzione l’ha maturata leggendo le dichiarazioni del ministro Clini, il quale è incorso nello stesso svarione (cosa ben più grave per un ministro dell’Ambiente che per un giornalista pur autorevole come lei).
Deve infine sapere che i Riva non hanno accantonato un fondo specifico di 350 milioni di euro. L’hanno fatto governo e regione Puglia, e comunque non si tratta di un fondo specifico poiché sono soldi che erano già stati stanziati, che in buona parte non sono destinati al miglioramento dell’ambiente e che in una certa misura non hanno ancora una copertura finanziaria.
Quanto alla magistratura, a mio parere la sua posizione nei confronti dell’Ilva è molto chiara e lineare (e credo che sia condivisa dalla maggior parte dei tarantini): l’Ilva deve smettere di inquinare (o perlomeno di inquinare oltre i limiti di legge) e uccidere. Se ciò sarà possibile mantenendo in funzione il grande stabilimento, saremo tutti contenti. Se ciò invece non sarà possibile, pur nella consapevolezza che si creerà un enorme problema, dovrà chiudere.
Cordialmente,

Giuliano Pavone

13 sotto il lenzuolo uscirà il 3 ottobre

Contestualmente alla notizia ufficiale della nascita della nuova collana la commedia, Marsilio ha comunicato anche la data di uscita dei primi due volumi: Romanzo irresistibile della mia vita vera raccontata fin quasi negli ultimi e più straordinari sviluppi di Gaetano Cappelli e 13 sotto il lenzuolo di Giuliano Pavone arriveranno il libreria in contemporanea il 3 ottobre 2012.

Premio Selezione Bancarella Sport per L’ eroe dei due mari!

«L’ eroe dei due mari» è fra i sei libri che si sono aggiudicati il Premio Selezione Bancarella Sport 2011. E’ cioè uno dei sei finalisti che concorrerà al 48° Premio Bancarella Sport, a Pontremoli, il prossimo 16 luglio, un giorno prima dell’assegnazione del Premio Bancarella.
Quella di quest’anno è stata un’edizione record per il Bancarella Sport: ben 95 i volumi in concorso. Fra questi, la commissione presieduta da Paolo Francia ha selezionato, oltre al romanzo di Giuliano, anche «Africa Bomber» di Goffredo De Pascale (Add), «I Diavoli di Zonderwater» di Carlo Annese (Sperling&Kupfer), «La vita ai supplementari» di Giovanni Galli (Rizzoli), «Donne, vodka e gulag» di Marco Iaria (Limina), «I giganti del mare» di Franco Esposito e Marco Lo Basso (Guida). Segnalazione speciali per «L’ ultimo gregario» di Pier Bergonzi (Rizzoli), «Il pugno invisibile» di Roberto Torti e Silvia Parisi (Add), «Diari paralleli» di Mauro Grimaldi (Il Levante). Il vincitore verrà proclamato dalla grande giuria di 70 membri, composta da personalità della cultura, sport, giornalismo oltre a soci del Panathlon Club, librai e bancarellai di tutta Italia.