Clicca qui per leggere l’articolo, pubblicato sul Quotidiano di Puglia del 10 maggio 2019, sul film Il Grande Spirito.
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La recensione di Il figlio di Persefone, di Maurizio Cotrona
Clicca qui per leggere la recensione, apparsa sul Quotidiano di Puglia del 7 febbraio 2019, di Il figlio di Persefone, romanzo di Maurizio Cotrona.
Iacovone, la piccola Superga rossoblù
Quarant’anni fa moriva Erasmo Iacovone. Clicca qui per leggere l’articolo scritto da Giuliano in una doppia pagina che il Quotidiano di Puglia ha dedicato alla leggenda del calcio tarantino.
La guerra dei murazzi di Enrico Remmert
Clicca qui per leggere l’articolo, uscito sul Quotidiano di Puglia del 20 dicembre, su La guerra dei murazzi, l’ultimo libro di Enrico Remmert.
Dimenticare, di Peppe Fiore
Clicca qui per leggere la recensione di “Dimenticare”, l’ultimo romanzo di Peppe Fiore, apparsa sul Quotidiano di Puglia del 12 dicembre.
Né padri né figli di Osvaldo Capraro
Clicca qui per leggere la recensione, pubblicata sul Quotidiano di Puglia dello scorso 18 settembre, di “Né padri né figli”, il noir di Osvaldo Capraro ripubblicato da Terrarossa.
La stanza profonda di Vanni Santoni
Clicca qui per leggere la recensione di La stanza profonda, l’ultimo libro di Vanni Santoni, fra i 12 finalisti del Premio Strega 2017.
Articolo pubblicato sul Quotidiano di Puglia del 4 aprile 2017.
Mafia Caporale
Clicca qui per leggere la recensione di “Mafia Caporale” (Fandango), il reportage di Leonardo Palmisano sulle schiavitù in Italia. L’articolo è stato pubblicato sul Quotidiano di Puglia dello scorso 1 aprile.
Cuore di pugile
Clicca qui per leggere l’articolo su Cuore di pugile, il libro di Cristina Zagaria sulla vita di Irma Testa, apparso sul Quotidiano di Puglia dello scorso 17 ottobre.
Pif e la mafia del dopoguerra
Clicca qui per leggere l’articolo, apparso sul Quotidiano di Puglia il 16 ottobre, su “In guerra per amore”, il nuovo film di Pif.
L’intervista a Carlos Solito
Clicca qui per leggere l’intervista a Carlos Solito, autore del romanzo “Sciamenescià”, apparsa sul Quotidiano di Puglia.
Marco Schnabl sul Quotidiano
Clicca qui per leggere l’articolo, apparso sul Quotidiano di Puglia del 19 settembre, sul nuovo album di Marco Schnabl.
Nessuno scompare davvero: l’intervista a Catherine Lacey
Clicca qui per leggere l’intervista a Catherine Lacey, autrice di “Nessuno scompare davvero” (Edizioni SUR). Articolo pubblicato sul Quotidiano di Puglia del 27 giugno 2016.
La “pazza gioia” è donna
Clicca qui per leggere l’articolo sul film “La pazza gioia” di Paolo Virzì. Pubblicato sul Quotidiano di Puglia il 23 maggio 2016.
Taranto da abbracciare. La recensione di “Città nascoste”
Clicca qui per leggere la recensione di “Città nascoste – Trieste Livorno Taranto” (Exorma), il libro di Paolo Merlini e Maurizio Silvestri, pubblicata sul Quotidiano di Puglia il 20 maggio 2016.
La recensione del nuovo album di Vinicio Capossela
La recensione di “Canzoni della Cupa”, nuovo album di Vinicio Capossela, pubblicata sul Quotidiano di Puglia del 18 maggio.
La recensione di “La carne”, romanzo di Cristò
Clicca qui per leggere la recensione, apparsa sul Quotidiano di Puglia del 21 aprile, dell’ultimo romanzo di Cristò, intitolato “La carne”
L’intervista a Franco Causio
Clicca qui per leggere l’intervista a Franco Causio, pubblicata sul Quotidiano di Puglia lo scorso 17 gennaio.
“Belli di papà”: il campanilismo non serve
Clicca qui per leggere il commento di Giuliano sulla polemica scoppiata a Taranto intorno al film “Belli di papà”. Articolo uscito con richiamo in prima pagina sull’edizione di Taranto del Quotidiano di Puglia del 12 ottobre.
Taranto al cinema, “fascino neomelodico”. L’intervista a Giuseppe Marco Albano
Ecco l’intervista a Giuseppe Marco Albano, regista del cortometraggio “Thriller”, apparsa sul Quotidiano di Puglia con il titolo “Taranto al cinema, ‘Fascino neomelodico’”.
Il suo cortometraggio “Thriller” – storia di un ragazzino che insegue il suo sogno di celebrità sullo sfondo dei giorni caldi della vertenza Ilva – si è aggiudicato ben sessanta premi, fra cui il David di Donatello. Giuseppe Marco Albano, trentenne di Bernalda (Matera) attivo alla regia dal 2008 (nel 2010 ha vinto il Nastro d’Argento con il cortometraggio “Stand by me”) ci parla della sua carriera, di Taranto e del cinema.
Ti aspettavi un simile successo per “Thriller”? E a cosa lo attribuisci?
«Ovviamente non mi aspettavo di vincere il David di Donatello, ma devo dire che pur essendo “Thriller” figlio di un’intuizione spontanea, che metteva insieme due mie grandi passioni, ho costruito il corto cercando di includere alcuni aspetti che immaginavo sarebbero stati apprezzati dalle giurie. Mi riferisco in particolare al taglio da commedia dai toni sociali forti – ovvero ciò che ha fatto grande il cinema italiano – e il tema dell’Ilva di Taranto, di cui in quel periodo si parlava moltissimo».
Due passioni, quindi, per Michael Jackson e per Taranto. Da dove nasce quella per la città jonica?
«Per noi a Bernalda, Taranto è sempre stata la città di riferimento, molto più che Matera o Bari. E’ lì che, fin da quando ero piccolo, la mia famiglia si recava per fare gli acquisti importanti. E’ lì che ho visto il primo ipermercato della mia vita. Poi c’è il mare. Mio padre era di Brindisi, altra città costiera pugliese. Bernalda è il primo comune lucano dopo il confine con la Puglia e con la provincia di Taranto. Ricordo che quando vidi “Io speriamo che me la cavo” della Wertmuller e scoprii che la Napoli della finzione cinematografica era in realtà Taranto vecchia, fu per me un momento magico, perché capii che si poteva fare cinema anche in luoghi a me familiari. Taranto colpisce i registi e gli scrittori, credo anche per quello che io chiamo “fascino neomelodico”, cioè quella complessa struttura popolare, con aspetti anche delinquenziali, che accomuna le grandi città del Sud».
E’ stato difficile, quando hai girato “Thriller”, trovare accoglienza in questo tipo di contesto?
«Sì, soprattutto all’inizio. Taranto in quel periodo era assediata da troupe e telecamere, e fra i tarantini serpeggiava un sentimento di insofferenza verso un modo di raccontare la città spesso ispirato al sensazionalismo e alla negatività. Di fronte a queste obiezioni, io cercavo di ribattere che il mio film avrebbe avuto un taglio diverso ma, visto che il corto lo stavo ancora girando, non avevo prove per dimostrarlo! E del resto, anche una volta finito il lavoro, non sapevo come sarebbe stato accolto dai tarantini. Ma per fortuna i giudizi sono stati in massima parte positivi».
A cosa stai lavorando ora?
«Sto scrivendo un lungometraggio, una commedia interamente ambientata a Napoli che si chiamerà “Vedi Napoli e poi muori”. Sarà incentrata sugli anziani e, come “Thriller”, cercherà di toccare tematiche serie col tocco leggero della commedia. Spero di riuscire a girarlo fra la primavera e l’estate del 2016».
Da addetto ai lavori, come giudichi il momento che sta attraversando il Cinema in Puglia e Basilicata?
«La Puglia negli ultimi anni ha fatto cose straordinarie, e la piccola Basilicata sta cercando di seguirne le tracce. Si dice che non sia tutto oro ciò che luccica, ma nella fattispecie dietro la facciata c’è anche la sostanza».
Qual è lo stato di salute del sistema Cinema italiano?
«Si intravede qualcosa di positivo: stiamo assistendo a un passaggio generazionale sia a livello istituzionale che artistico, che dovrebbe portare a uno svecchiamento. Certo, fra le cose negative, vanno registrate l’esterofilia dei nostri premi cinematografici e la tendenza a confondere il cinema con gli altri media, come la tv e il web. Quando si cerca di scovare il nuovo regista di successo fra youtuber o autori di video virali, magari bravi, ma privi di una cultura cinematografica anche minima, secondo me si perde in partenza».
