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La luna e il dito

5 maggio 2014 No Comment

genny-300x225Quindi, a giudicare da media e social network, gli italiani sono rimasti turbati dai fatti di sabato a Roma nel seguente ordine (decrescente) di gravità:

1) Un pregiudicato dall’aspetto e dal soprannome molto “telegenici” (descritto prima come un camorrista, poi come il figlio di un sospetto affiliato a un clan) ha confabulato per qualche minuto con Hamsik, condividendo la decisione di giocare la partita (decisione presa dopo lunghe discussioni dalle forze dell’ordine e dalle autorità calcistiche) e contribuendo a fare in modo che venisse accettata dalla curva.

2) La partita è iniziata con circa un’ora di ritardo.

3) “Abbiamo fatto una figuraccia a livello internazionale, in quello che doveva essere uno spot per il calcio italiano”.

4) Hanno fischiato l’inno nazionale cantato da Alessandra Amoroso.

5) Sono stati lanciati fumogeni e petardi.

6) E… – ah, sì! – un noto componente del tifo organizzato romano, durante violenti scontri, ha (fatto praticamente senza precedenti nella storia delle violenze calcistiche italiane) sparato svariati colpi di pistola ferendo tre persone, una delle quali è rimasta a terra in fin di vita.

Quasi nessuno, invece, si è sentito toccato dalla decisione di giocare la partita, e di farlo mantenendo inalterato tutto il rituale di festeggiamenti, fuochi d’artificio compresi.

Per quello che può contare la mia opinione, credo che ciascuno dei fatti che ho elencato abbia una sua gravità, ma con un ordine di intensità del tutto diverso – quasi opposto – rispetto a quello che l’opinione pubblica sembra aver percepito. In particolare, trovo che il punto 6 sia di una gravità immensamente superiore a tutti gli altri. Sono l’unico a pensarla così?

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