Archivio mensile:Aprile 2014

La città riscopre la bellezza dei suoi colori

_web_images_tarantoBIGArticolo apparso sul Quotidiano di Taranto domenica 13 aprile.

I totem pubblicitari che invitano a trascorrere la Pasqua in Puglia, nella grande galleria della Stazione Centrale di Milano fanno lo stesso effetto del monolito all’inizio di 2001 – Odissea nello spazio. I colori intensi e nitidi sulle foto che ricoprono le quattro facciate di ciascuna installazione sembrano fatti apposta per spiccare in quella particolare non-luce che è uno dei veri tratti distintivi del capoluogo lombardo. Una non-luce ulteriormente sottolineata dalla fioca illuminazione artificiale di quelle parti di stazione non toccate dai recenti lavori che l’hanno trasformata in un grande centro commerciale. Quelle parti in cui, fra marmi, soffitti altissimi e fregi, l’atmosfera è sospesa, come fuori dal tempo.
Del tutto contemporanea è invece la campagna della Regione Puglia, con tanto di hashtag che rimandano a Twitter e con colori brillanti che più brillanti non si può. Né il merito della sensazione visiva è solo della luce dei totem che retroillumina le immagini o di un sapiente lavoro di postproduzione fotografica. Quell’effetto è tutta farina del nostro sacco pugliese. Del resto il regista Giovanni Veronesi, che ha recentemente girato in Puglia un suo film, ha detto che mentre di solito bisogna intervenire col computer per rendere più intenso il colore del mare, per il mare pugliese ha avuto quasi l’esigenza di attenuarlo.
E’ azzurro, azzurrissimo, il mare del Canale Navigabile di Taranto, nella foto che ritrae il Castello Aragonese. Quando c’è la Pasqua di mezzo, Taranto assume nel sistema turistico pugliese il ruolo di primo piano che in altri periodi non ha. Anche se l’effettivo potere di attrazione dei Riti della Settimana Santa al netto del rientro in città dei fuori sede resta, almeno per chi scrive, un punto interrogativo.
“Ti racconto la città dei due mari” c’è scritto sulla foto. E poi, sotto: “Scopri Taranto e la sua affascinante storia millenaria”. Esiste un’altra grande stazione italiana in cui – e non da ora – è esposta una foto del Canale Navigabile. E’ quella di Firenze Santa Maria Novella, anch’essa, come quella di Milano, risalente al periodo fascista. Su un muro del grande spazio oltre la testa dei binari, una lunga striscia di foto vecchie quanto la stazione stessa, ritrae alcune delle principali città italiane. Taranto è sopra il tabellone delle partenze. Benché la foto sia in un algido bianco e nero, che ricorda nella sua staticità le immagini del vecchio Intervallo in tv, non si fa fatica a immaginare il messaggio che quell’immagine all’epoca voleva comunicare: progresso. L’obiettivo, più che sul Castello, è puntato sul Ponte, coerentemente con un’immagine di Taranto che fra Ventennio (Marina Militare) e Dopoguerra (Industria) è stata perlopiù “futurista”. La foto che in questi giorni campeggia a Milano, invece inquadra esclusivamente il Castello Aragonese.
Decida il lettore se prenderla come semplice suggestione giornalistica o invece come un più profondo spunto di riflessione, ma la frase che conclude questo articolo è la seguente: quasi un secolo fa una Taranto in bianco e nero inseguiva un sogno di modernità; oggi la città, postmoderna e disillusa, riscopre in technicolor le sue antiche origini.

P.S.: chi, folgorato dalle foto in Stazione, venisse preso dalla voglia di informarsi su come, da Milano, si può raggiungere Taranto con la ferrovia, scoprirebbe che, a parte un treno notturno che impiega dodici ore, non esistono collegamenti diretti fra le due città. E questo è senz’altro uno spunto di riflessione.

Inchiostro di Puglia a Milano, con Giuliana Altamura e Fernando Coratelli

selfieMercoledì 9 aprile Giuliano parteciperà a una serata di presentazione del blog Inchiostro di Puglia insieme agli scrittori Giuliana Altamura e Fernando Coratelli, e con l’intervento di Azzurra Scattarella. L’appuntamento è alle 19 presso la sede dell’Associazione Regionale Pugliesi, in via Calvi 29 (zona V Giornate) a Milano. La pagina facebook dell’evento.

Emergenza occupazione: il commento

_web_images_tarantoBIGIl commento, pubblicato sul Quotidiano di Taranto del 1° aprile, sulle vertenze lavorative e sulla disoccupazione a Taranto.

Ora che la crisi è arrivata dappertutto, si dice che a reagire meglio siano le zone che in crisi erano già da un pezzo, perché dotate di “anticorpi”. Fosse davvero così, Taranto sarebbe in una botte di ferro. Ma in buona parte è solo una bugia pietosa. Le vacche grasse del passato, per chi le ha avute, servono ancora da riserva e da ammortizzatore. A chi invece aveva già toccato il fondo, ora non resta che scavare.
Taranto poi, come spesso succede, fa storia a sé. Industria di stato e Marina Militare: in una città di stipendiati, il dilagare di disoccupazione e precariato è qualcosa di particolarmente spiazzante. Le vertenze sindacali e i sit in, pur sacrosanti, sono battaglie di retroguardia, buone solo per cercare di limitare i danni in attesa che quel modo di lavorare, nel giro di poche generazioni, scompaia del tutto. Prima se ne prende atto, meglio sarà, e per fortuna anche da queste parti qualcuno sta iniziando ad accorgersene.
Certo non saranno le lettere a Renzi, o a chiunque altro in sua vece, a tirarci fuori dai guai. Quelle sono solo la dimostrazione di come ancora sopravviva una certa mentalità assistenzialistica che identifica il potere con le persone che lo gestiscono. La stessa mentalità che porta tanti disoccupati tarantini – pur meritevoli di solidarietà – a chiedere aiuto (o elemosina) al sindaco e non ai servizi per l’impiego, evidentemente sconosciuti o ritenuti inutili.
Ma forse quella bugia pietosa che vorrebbe le aree povere più attrezzate delle altre a fare fronte alla crisi ha un fondo di verità. Un milanese che si trovasse a vivere a Taranto, o in Puglia, resterebbe sorpreso dal rapporto che qui si ha coi soldi. Sconcertato da come, anche in situazioni prettamente lavorative, spesso si dimentichi (per nobiltà d’animo o per sciatteria) che lo scopo ultimo dell’attività è il guadagno. Ma anche affascinato, forse commosso, dal modo in cui chiunque – fosse anche uno che porta a casa duecento euro al mese o un disoccupato – se gli stai simpatico insista per offrirti un caffè, una pizza, una cena.
Il fatto è che, come ha detto il regista salentino Edoardo Winspeare in una recente intervista a Vanity Fair, “qui nessuno ha soldi ma nessuno parla di soldi”. Il suo film “In grazia di Dio” racconta di alcune donne che reagiscono alla congiuntura economica negativa reinventandosi contadine, e barattando il prodotto del loro lavoro con altri beni di prima necessità. La piccola grande lezione di questa storia non sta tanto nelle teorie della decrescita felice e nel ritorno alla terra, concetti che portati all’eccesso rischiano di diventare stucchevoli cliché pauperisti. La lezione sta piuttosto nella la forza di volontà delle persone, soprattutto di quelle più umili, l’abitudine a soffrire e a cambiare rapidamente i propri orizzonti. Soprattutto, il poter attingere, come estrema risorsa a quella che dovrebbe essere la prima, di risorsa: l’umanità e la capacità di aiutarsi a vicenda. Una risorsa, almeno questa, di cui al sud siamo – o eravamo? – molto ricchi.

“Sorso di scrittura”: minicorso a Taranto, 11 e 12 aprile

1239586_10203376241716115_1143860347_n Venerdì 11 e sabato 12 aprile Lucia Tilde Ingrosso e Giuliano terranno alla libreria Gilgamesh di Taranto un minicorso dal titolo “Sorso di scrittura. Dalla lista della spesa al romanzo della vita: un assaggio di tutto quello che si può ottenere scrivendo bene”.
In due incontri di due ore ciascuno si esploreranno in modo vivace e divertente i principali aspetti della scrittura creativa, lavorativa e personale, dalla scelta dei mezzi e dei linguaggi più adatti fino alla capacità di vendere, convincere e affascinare attraverso la scrittura.

Gli incontri si terranno dalle 18 alle 20 presso la libreria Gilgamesh in via Oberdan 45 a Taranto.
La quota di partecipazione è di 40 euro.
Il corso è a numero chiuso e partirà previa adesione di un minimo di 8 iscritti.
Chi è interessato a partecipare deve dare conferma entro il 1° aprile chiamando la libreria Gilgamesh allo 099 4538199 oppure contattando la titolare Miriam Putignano su Facebook.
Clicca qui per l’evento su Facebook.

Lucia Tilde Ingrosso e Giuliano Pavone, entrambi giornalisti e scrittori, scrivono per vivere e vivono per scrivere. Uniti eternamente nella vita e occasionalmente anche nei progetti editoriali, tra i quali ricordiamo 101 cose da fare durante la gravidanza e prima di diventare genitori (Newton Compton). Attualmente Lucia lavora per “Millionaire” e pubblica romanzi da Feltrinelli e Piemme, mentre Giuliano è uscito con suoi titoli per Rizzoli, Newton Compton e Marsilio.
Le esperienze professionali li hanno portati ad acquisire competenze nella progettazione, nella formazione, nel marketing, nelle tecniche di ricerca del lavoro e nel linguaggio dei nuovi media.