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La tela di Penelope

15 ottobre 2013 No Comment

Quotidiano 2Articolo pubblicato sul Quotidiano di Puglia (edizione di Taranto) martedì 15 ottobre.

Alla luce dei risultati ottenuti, del gioco espresso e del clima creatosi, l’allontanamento di Maiuri è apparso inevitabile. Esprimersi oggi, col senno del poi, sull’opportunità della scelta di affidargli la squadra e sulla qualità della rosa allestita da lui e De Solda, lascerebbe il tempo che trova.
Piuttosto, sarebbe forse utile svolgere una riflessione più ampia sui motivi che hanno portato la scorsa estate a smantellare (appena tre i giocatori riconfermati) e ricostruire completamente una squadra che pure aveva concluso il campionato in modo promettente. Una riflessione, questa, che vada al di là dei giudizi di valore su chi è stato mandato via e su chi è subentrato.
Perché il vizio di fare e disfare gli organici, anche quando non sembrava proprio necessario, nella piazza tarantina c’è sempre stato. Tanto da suscitare un sentimento di grande solidarietà nei confronti degli statistici e compilatori di almanacchi delle cose rossoblu, i quali ogni anno, anzi a ogni sessione di mercato, si trovano alle prese con decine e decine di nomi nuovi.
Questo atteggiamento in passato era coerente con situazioni di grande instabilità societaria, con modalità di gestione avventuristiche e dal fiato corto. Ricordiamo tutti quale fosse l’andazzo: arriva il nuovo presidente (o in alternativa il nuovo dirigente), manda a casa tutti (anche quelli che avevano faticosamente tenuto in piedi la baracca) e avvia la rivoluzione a suon di uomini nuovi e di improbabili promesse.
Fa specie che anche la nuova proprietà, che pure si è posta in forte discontinuità con gli errori del recente passato, sia caduta nella tentazione di Penelope, che fa e disfa la tela senza mai completarla. La stessa proprietà che dimostra serietà e lungimiranza pensando ai bilanci e al settore giovanile. A partire dalla fondazione del Taranto F.C. 1927, l’ambiente calcistico tarantino di progressi ne ha fatti parecchi. Evitare l’andirivieni intensivo e spesso insensato di tecnici e giocatori forse sarebbe un ulteriore segnale di maturità. Chissà se nella prossima sessione di mercato lo si terrà presente.

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