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Il gol ripreso dalla curva

18 settembre 2013 No Comment

Articolo pubblicato sul Quotidiano del 16 settembre.

Il fischio dell’arbitro. La rincorsa e il calcio di Clemente. La palla che supera la barriera e va a infilarsi dove il portiere non può arrivare. L’estasi. Un gol decisivo segnato sotto la curva nei minuti di recupero è un’emozione che un tifoso non si stancherebbe mai di provare. Le sensazioni del momento sono irripetibili, ma chi vuole averne almeno un’idea, può ricercarle nei filmati su Youtube. Non ci riferiamo ai filmati ufficiali, quelli girati, montati e commentati dalle emittenti televisive, ma quelli fai da te ripresi con i telefoni cellulari da qualche spettatore sugli spalti.
Di questi gol visti dalla curva (o da qualsiasi altro settore dello stadio) è ormai piena la rete. Cambiano le squadre, gli angoli visuali e le espressioni vernacolari, ma lo schema è sempre lo stesso: l’azione di gioco ripresa da lontano, il crescendo di incoraggiamenti dei tifosi e, al momento del gol, il boato con l’audio che va in saturazione e l’inquadratura che balla e a volte addirittura si capovolge nella concitazione dell’esultanza. Semplicemente sublime. La qualità è migliorabile, ma è il massimo dell’autenticità: è l’esperienza televisiva più vicina alla visione della partita dal vivo.
Non sappiamo se questi video violino degli accordi di esclusiva o dei diritti di riproduzione, ma se anche così fosse sarebbe un reato alla Robin Hood: queste riprese amatoriali e veraci ci restituiscono un pezzo della spontaneità che telecronache roboanti e sovraimpressioni invadenti ci rubano ormai da anni.
Il gol visto dalla curva è lo specchio di un fenomeno più ampio dei nostri tempi, favorito dalla tecnologia a basso costo e dai social network: ognuno nel suo piccolo può essere un reporter, e la miriade di punti di vista soggettivi di chi è “dentro la notizia” si affianca alla “verità ufficiale” di chi ce la vorrebbe raccontare oggettivamente.
Ma questo conta fino a un certo punto. Se questi video sono così affascinanti è perché raccontano il momento magico del gol. Lo raccontano a chi non era lì ma anche a chi c’era. Perché il vero tifoso, subito dopo un gol importante, vive diversi secondi di blackout di cui poi non ricorda niente. Un momento di rapimento totale, in cui è fuori da se stesso e fuori dalla realtà. Del resto è proprio questo il significato della parola “estasi”.

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