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Giuliano scrive del Taranto primo in classifica

21 settembre 2011 No Comment

Articolo apparso sul Quotidiano del 20 settembre col titolo “Se il televideo ti regala un’emozione”.

La schermata del televideo è lì. I caratteri un po’ rudimentali bianchi, gialli e verdi su sfondo nero hanno i crismi dell’ufficialità, e dicono senza equivoci che il Taranto è primo. La schermata è lì, e chi vuole può anche fotografarla. Altri si accontentano di guardarla con soddisfazione.
Soddisfazione parziale (siamo solo alla terza giornata), ma pur sempre soddisfazione, ché qui si è imparato a cogliere l’attimo e a godere quando si può, vista la scarsità di motivi per esultare.
Strana creatura, il tifoso del Taranto. Polemico, incontentabile, perfezionista. In teoria non accetta niente di meno che campagne acquisti faraoniche e vittorie con risultato largo e gioco spettacolare. Ma poi, in pratica è capace – più per necessità che per virtù – di accontentarsi di piccoli piaceri contingenti. Del resto, a pensarci, la nostra ambizione suprema si chiama Serie B, qualcosa che per altri suona come un ripiego, o una condanna. E in attesa di coronarlo, questo sogno di seconda mano, viviamo di piccoli attimi di gloria. Riguardiamo, per dirne una, con piacere i gol di Prosperi, Di Deo e Guazzo al Flaminio, sorvolando su come poi quella semifinale è andata a finire. Siamo sempre quelli eternati in un vecchio aneddoto ormai leggendario. Anni fa, fra tifosi rossoblu, ci si interrogava su quale fosse stata la partita del Taranto che aveva regalato più gioie. Un tizio se ne uscì con Bari-Taranto 3-1, annata 1992/93, con momentaneo 0-1 firmato da Lorenzo su rigore. “Ma come”, obiettarono gli amici, “una sconfitta? D’accordo, passammo in vantaggio, e ci rimanemmo per dieci minuti, forse qualcosa in più. Ma poi il Bari ce ne fece tre”. “Sì” ammise il tifoso con occhi sognanti, “ma chidde dece menute…”. Eccolo, il tifoso rossoblu: esigente manco fosse cresciuto a pane e Champions League, ma poi capace di portarsi nel cuore come il ricordo più dolce dieci miseri minuti trascorsi in vantaggio in un derby di tanti anni fa.
Quel tifoso forse oggi inizia a capire che è sbagliato pretendere tutto e subito, ma è legittimo puntare a traguardi veri, non solo a fuggevoli sfizi. Quel tifoso, per ora, contempla il primato in classifica di un campionato appena agli inizi. Sperando che non duri solo dieci minuti.

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