Home » Novità, Scritti

“Le strade più misteriose di adesso” su Torno giovedì

4 marzo 2011 No Comment

Giuliano appare nuovamente sul portale letterario Torno giovedì con il racconto “Le strade più misteriose di adesso“. Il titolo viene da una canzone di Vinicio Capossela.

C’è una città che vedo solo io. È deserta e lacerata dal fischio dei miei pneumatici, mentre torno costeggiando il muraglione da serate dimenticabili e dimenticate. Ha il rumore dei miei passi e il ronzio di un lampione difettoso. È il risciacquo vicino di una fontana e il mormorio lontano – ma incombente – della fabbrica che arrossa il cielo.
C’è stato un tempo in cui i fari della mia macchina non avevano ancora violato il buio di tutte le strade della provincia. In cui i due muretti a secco ai lati della striscia d’asfalto celavano incubi e fantasmi. Un ignoto rassicurante. Come la Citroen “Bel Ami” bordeaux, il ferro da stiro, parcheggiata invariabilmente nei pressi dell’ospedale, dove la città non è né vecchia né nuova, più brutta che bella.
Era un po’ di tempo fa. Quando vivevo ancora lì.
La città del passato ha il sapore bandito di una Raffo in lattina, e il clamore muto dei posti spariti senza ricordo e senza rimpianto. Un negozio di dischi in via D’Aquino, su piazza Garibaldi, giuro che c’era ma nessuno mi crede. Un pub in via Magnaghi, dove si beveva il “sommergibile” e la birra Kingston. “Sì, forse, ma come si chiamava?”
Sono prigioniero di una toponomastica obsoleta – i nomi dei locali fermi al terzultimo cambio di gestione – ostaggio di un’epoca troppo remota per la cronaca ma troppo fresca per la storia. Un angolo cieco della memoria. Le scritte “Noi tireremo dritto” non le ricordo fresche di vernice, ma già confuse in una rovina di intonaci sbrecciati. Eppure sono ancora lì, ogni volta che torno, fedeli nei secoli, al contrario delle insegne e dei sensi unici che cambiano senza chiedermi il permesso.
Ma quella città, io, continuo a vederla, sovrapposta a quella vera, attuale. Non è migliore, e non ne ho nostalgia, però la vedo.
Non so cosa farmene, di questo GPS generazionale.

Leave your response!

You must be logged in to post a comment.